Liberalizzazioni incostituzionali
Consigli al Cav.: i blitz liberisti possono essere conclusi anche senza toccare la Carta
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlando all'assemblea di Confartigianato, ha detto: "Cari colleghi, voi dovete sapere che vista da fuori, l'attività del governo e del Parlamento nel fare le leggi è una cosa, vista da dentro è un inferno. Non è che manchino le buone intenzioni o gli ottimi progetti, è che abbiamo una architettura istituzionale che rende difficilissimo trasformare questi progetti in leggi compiute, concrete e operanti. I tempi sono incredibili e sono i tempi che poi vedete nella burocrazia, nella giustizia civile, nella giustizia penale, in tutto ciò che attiene allo stato che si è sviluppato in una maniera eccessiva".
16 AGO 20

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlando all'assemblea di Confartigianato, ha detto: "Cari colleghi, voi dovete sapere che vista da fuori, l'attività del governo e del Parlamento nel fare le leggi è una cosa, vista da dentro è un inferno. Non è che manchino le buone intenzioni o gli ottimi progetti, è che abbiamo una architettura istituzionale che rende difficilissimo trasformare questi progetti in leggi compiute, concrete e operanti. I tempi sono incredibili e sono i tempi che poi vedete nella burocrazia, nella giustizia civile, nella giustizia penale, in tutto ciò che attiene allo stato che si è sviluppato in una maniera eccessiva, prendendo a tutti noi cittadini il 50 per cento di ciò che produciamo e dà in termini di servizi molto meno di quanto ci si aspetti. La Costituzione è molto datata. Si parla molto di lavoratori e quasi mai di impresa e di mercato", sottolineando quindi l'importanza di aggiornarla anche attraverso la revisione dell'articolo 41 della Carta.
Siamo proprio sicuri che sia necessario, anzi indispensabile, modificare la Costituzione per liberare gli spiriti animali? Beninteso, il blitz liberista annunciato da Giulio Tremonti, in accordo con il Cav., è il benvenuto. Però anteporre una riforma dell’articolo 41 non è il modo migliore per attuare una politica liberalizzatrice. L’obiettivo è intaccare le inefficienze strutturali del nostro paese e rimuovere gli impedimenti burocratici, sia in ottica emergenziale sia con riforme orientate al lungo termine. Ma per perseguire questa politica si possono seguire strade non costituzionali. Ad esempio riducendo la pressione fiscale.
Per non parlare di riforme a costo zero per le finanze pubbliche, e dunque utili a far convivere il Giulio sviluppista col Tremonti rigorista. Anche per liberalizzare definitivamente i servizi pubblici non serve intervenire sulla Costituzione: se non altro perché le direttive comunitarie ci obbligano a dotarci di un vero mercato postale entro il primo gennaio 2011. Poi c’è la distribuzione dei carburanti, su cui i tecnici dello Sviluppo economico stanno lavorando da mesi. E infine le professioni intellettuali e i servizi pubblici locali, e così via.
Per non parlare di riforme a costo zero per le finanze pubbliche, e dunque utili a far convivere il Giulio sviluppista col Tremonti rigorista. Anche per liberalizzare definitivamente i servizi pubblici non serve intervenire sulla Costituzione: se non altro perché le direttive comunitarie ci obbligano a dotarci di un vero mercato postale entro il primo gennaio 2011. Poi c’è la distribuzione dei carburanti, su cui i tecnici dello Sviluppo economico stanno lavorando da mesi. E infine le professioni intellettuali e i servizi pubblici locali, e così via.
C’è l’imbarazzo della scelta, come si vede. L’“articolo di libertà” di cui ha parlato ieri il Cav. può essere un ganzo primo passo. Purché dopo di esso ne venga un secondo, e poi un terzo, e così via finché la competitività italiana non sarà ristabilita. Con o senza modificare la Carta.